HomePop Up, come riattivare spazi inutilizzati per il rilancio dei centri urbani

Pop Up, come riattivare spazi inutilizzati per il rilancio dei centri urbani

Pop Up, come riattivare spazi inutilizzati per il rilancio dei centri urbani

foto di Marco Badiani

Pop Up è un progetto di rilancio dei centri urbani attraverso la riapertura di spazi sfitti e l’animazione territoriale. Il progetto nasce per contrastare la progressiva desertificazione dei centri storici e la crisi del commercio locale, riattivando spazi inutilizzati attraverso un’azione concreta, temporanea ma potenzialmente duratura: la riapertura agevolata di locali sfitti con nuove attività selezionate tramite una manifestazione di interesse pubblica.

Che cos’è Pop Up

Un video che racconta in modo semplice che cos’è e come funziona Pop Up.

Frutto della collaborazione tra Comune, proprietari degli immobili e una cabina di regia composta da soggetti istituzionali e associativi, Pop Up favorisce l’insediamento temporaneo di progetti innovativi, sostenibili e di qualità, che spaziano dal commercio all’artigianato, dalla cultura all’impresa sociale. I locali vengono concessi a titolo gratuito per un periodo di tempo variabile dai 3 ai 5 mesi, durante il quale i “popuppers” – così vengono chiamati i partecipanti selezionati – hanno l’opportunità di testare la propria attività in un contesto reale, contribuendo allo stesso tempo a rivitalizzare lo spazio pubblico e il tessuto sociale ed economico urbano.

L’effetto moltiplicatore della riattivazione diffusa

L’impatto generato da Pop Up non risiede solo nella qualità delle singole attività riaperte, ma soprattutto nella loro concentrazione e simultaneità. La riapertura coordinata di più fondi in una stessa area genera un effetto moltiplicatore: crea un’atmosfera di cambiamento visibile e condivisa, attira attenzione mediatica e coinvolgimento sociale, riattiva flussi di persone e rafforza il senso di sicurezza e appartenenza. Un singolo locale riaperto rischia di passare inosservato; dieci saracinesche che si alzano insieme raccontano un’altra storia: quella di una città che si rigenera davvero.

“Pop Up non si limita a riempire temporaneamente dei vuoti urbani, ma innesca un processo trasformativo duraturo. Connettendo attori diversi – istituzioni, imprese, cittadini – e ridando voce e funzione a spazi dismessi, Pop Up dimostra che la rigenerazione urbana è possibile, concreta e accessibile. Basta aprire una saracinesca.”

La sfida di partenza è chiara: il crescente numero di saracinesche abbassate e l’assenza di luoghi di presidio attivo nei centri storici generano un senso di abbandono, insicurezza e perdita di identità urbana. Pop Up si inserisce come una risposta strategica: un progetto replicabile e adattabile, capace di trasformare la temporaneità in occasione di rilancio per intere aree urbane.

L’idea è nata nel 2014 e da allora è stata realizzata in oltre 10 comuni, con risultati significativi: molte attività si sono stabilizzate dopo il periodo di sperimentazione e sono nati nuovi presidi sociali e culturali.

Scopri tutte le edizioni di Pop Up

Come funziona Pop Up

  • Analisi e mappatura degli spazi: si identificano e si mappano i fondi sfitti di una determinata area urbana. I proprietari vengono coinvolti e, attraverso appositi accordi, si rendono disponibili a concedere temporaneamente i loro spazi a titolo gratuito, beneficiando di eventuali lavori di ripristino gestiti dal Comune.
  • Manifestazione di interesse: viene pubblicata una call pubblica rivolta a soggetti interessati a proporre progetti da sviluppare nei locali sfitti. Le proposte vengono valutate in base a criteri di innovazione, sostenibilità, impatto sociale e coerenza con il contesto urbano, oltre che l’offerta di attività di animazione dello spazio pubblico e coinvolgimento del territorio.
  • Selezione e affiancamento: i progetti selezionati vengono affiancati dalla cabina di regia e da soggetti esperti per affrontare gli aspetti burocratici e tecnici necessari all’avvio.
  • Riapertura e animazione: i fondi vengono riaperti per un periodo di 3-5 mesi con nuove attività. Il progetto è accompagnato da eventi pubblici, laboratori, momenti di co-progettazione e animazione territoriale in collaborazione con le realtà locali.
  • Valutazione e prospettive future: al termine della sperimentazione si svolge un momento di confronto tra tutti i soggetti coinvolti. Le attività che desiderano proseguire vengono supportate per proseguire oltre il periodo agevolato.

Attraverso la rivitalizzazione del tessuto urbano, il progetto Pop Up genera un impatto positivo sulla comunità locale. I beneficiari diretti sono i proprietari dei locali e i popuppers che si insediano gratuitamente per un periodo di sperimentazione, ma i benefici vanno ben oltre: i residenti, le associazioni, le attività commerciali esistenti e l’intera comunità traggono vantaggio dal ritorno di vita e attività nelle aree coinvolte.

Spesso, grazie a Pop Up nascono nuove reti di collaborazione, comitati di quartiere, centri culturali e sociali. Alcuni spazi diventano veri e propri presìdi per fasce fragili della popolazione, come nel caso di doposcuola o laboratori creativi per giovani.

foto di Marco Badiani

Pop Up ha dimostrato di essere un incubatore di nuova economia locale: consente a piccoli imprenditori, artigiani, artisti e associazioni di sperimentare senza i costi iniziali di un affitto, trasformando il concetto tradizionale di negozio e aprendo nuove strade per la filiera produttiva locale (ad esempio, punti vendita per aziende agricole o manifatturiere).

Il progetto ha anche influito sulla governance locale: Pop Up ha ispirato la definizione di un articolo del Codice del Commercio della Regione Toscana, che consente ai Comuni di attivare percorsi di rigenerazione economica e sociale attraverso l’uso temporaneo di spazi inutilizzati. La sostenibilità economica del progetto è garantita da finanziamenti pubblici e privati e dalla sinergia tra enti locali, associazioni di categoria e tessuto sociale attivo.

foto di Marco Badiani