RIGENERARE IL CORVIALE

Qualche mese fa abbiamo partecipato al concorso Rigenerare Corviale con un team multidisciplinare e internazionale, costruendo insieme un progetto di rigenerazione urbana e sociale che ci ha molto appassionato e convinto, anche se non eravamo affatto sicure che la giuria vi avrebbe visto il potenziale che vedevamo noi. Prima di Natale, abbiamo ricevuto il bellissimo regalo di scoprire di aver vinto il terzo premio di questa importante competizione, organizzata da ATER ROMA. La giuria, che includeva personalità riconosciute a livello internazionale, quali Julia Bolles di Bolles+Wilson, Michele Molé di Nemesi & Partners e Bart Aptroot di One Architecture, ha ricevuto e valutato 45 progetti.

Il gruppo, di cui facciamo parte con Giulia Maraviglia in qualità di sociologa urbana, comprende lo studio JKMM Architects (Helsinki), lo studio Alfio Barabani Architects (Assisi), lo studio Loci Maisema-arkkitehdit Oy (Helsinki) e MHC – Mapping Hyperlocal Communities (Firenze).

Il tema del concorso era disegnare un processo di cambiamento per l’area del Corviale, situata alla periferia di Roma e realizzata negli anni Settanta, un luogo storico e complesso nel panorama dell’housing sociale Italiano. L’area è conosciuta per essere il più lungo complesso di social housing in Europa, che si estende per quasi un chilometro. La storia di Corviale è quella di un grande progetto urbanistico rimasto incompiuto, e per questo mai in grado di sviluppare tutte le sue potenzialità sotto il profilo urbanistico, edilizio, sociale, economico. Nel tempo ha legato la sua immagine ad un giudizio negativo, all’idea di un fallimento. Ma gli abitanti che ci vivono, ormai da più di venti anni, oltre alle immagini di un crescendo di degrado e abbandono istituzionale e delle conseguenti proteste, propongono il racconto di iniziative collettive che, nel tempo, hanno contribuito a creare una comunità, con la propria storia, la propria identità e il proprio modus vivendi

L’obiettivo del contest era di raccogliere proposte in grado di migliorare l’area a livello strutturale e infrastrutturale. Al cuore della proposta presentata dal nostro gruppo vi è la ferma volontà di rafforzare lo spirito di comunità coinvolgendo attivamente gli abitanti: creare meccanismi di collaborazione attiva dei residenti nella cura e nella valorizzazione del proprio spazio per garantire sicurezza e accessibilità, ripensare l’esistente per creare nuovi percorsi, nuovi modi di vivere lo spazio e nuove forme di collaborazione tra abitanti e strutture.

A guidare il team di progetto dunque, un approccio fortemente immersivo e collaborativo, con la costruzione di una residenza progettante e la presenza sul posto di esperti di partecipazione e urbanistica, in grado di intercettare attraverso momenti, spazi e attività le risorse e le idee della comunità del Corviale, per trasformarle in energie creative capace di ampliare, alimentare e sostenere il progetto di rigenerazione in atto.

I risultati del concorso sono visionabili sul sito dedicato, così come alcuni spunti del progetto presentato dal nostro gruppo di lavoro.

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