La quotidianità e la sociologia visuale a confronto

Le point de vue dans la vie quotidienne è il titolo suggestivo di un Convegno Internazionale di Sociologia Visuale e Filmica che si svolge dal 28 al 30 Settembre 2016, all’Università di Évry Val d’Essonne.

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L’evento riunisce ricercatori di discipline diverse – non solo i diversi rami della sociologia, ma anche dell’architettura, del cinema e della ricerca storica – per animare una riflessione collettiva e sfaccettata sull’uso dell’immagine nell’analisi e nella ricerca, con l’obiettivo di rendere conto della complessità dei diversi punti di vista nell’interpretazione della realtà.

Nel ricco programma del convegno, venerdì 30 settembre, Livia Bruscaglioni e Giulia Maraviglia presenteranno il paper Spazi pubblici quotidiani: esperienze di ricerca visuale a confronto di Fabrizio Bruno, Livia Bruscaglioni, Erika Cellini e Giulia Maraviglia, membri del gruppo di ricerca Progetto LuVi – Luoghi Visivi e Ricerca Sociale, che vede la collaborazione dell’Università degli Studi di Firenze e di Sociolab.

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Il paper  presenta una riflessione sull’uso dell’etnografia visuale nello studio delle pratiche quotidiane d’uso dello spazio pubblico applicato a tre contesti urbani: un quartiere di edilizia popolare a Livorno, un quartiere della città di Prato e un isolato a confine tra due quartieri di Firenze.

Attraverso il confronto delle tre esperienze di ricerca, il paper si propone di riflettere sulla portata euristica della combinazione fra immagine, suono e parola nel contesto sociale della ricerca e nell’attivazione di proposte partecipate d’intervento per migliorare la qualità dello spazio urbano e dell’abitare.

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Photo Credits: Fabrizio Bruno e Agnese Morganti

Quello tra abitante e ambiente urbano è un rapporto complesso e molteplice e la possibilità di interpretarlo passa dalla capacità dei ricercatori di trovare modalità alternative, o meglio integrative, rispetto al linguaggio verbale. Questo significa, in primo luogo, porsi in osservazione al fine di individuarne gli elementi costitutivi (le pratiche, la dimensione relazionale, il mutamento, più o meno ciclico e regolare, che avviene nelle varie fasce orarie etc…). Ma significa anche estendere la pratica e gli strumenti dell’osservazione agli abitanti: la predominanza di componenti percettive e culturali nel rapporto tra l’individuo e lo spazio rende infatti necessario un approccio al contesto specifico e partecipativo.

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Photo Credits: Fabrizio Bruno e Agnese Morganti

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