I nostri auguri di carta e storie

Da qualche tempo, il Natale Sociolab è un Natale di libri scelti con il cuore e scambiati tra il tintinnare dei bicchieri e il risuonare di playlist natalizie più o meno kitsch.

Quest’anno abbiamo deciso di fare le cose in grande, perché per molti versi è stato un anno davvero grande. Ciascuna (o quasi!) delle persone che hanno collaborato con noi ai nostri progetti e sono entrate a far parte della nostra vita, ha scelto un libro che l’ha colpita, toccata, cambiata. Ciascuna ha scritto il perché in una breve recensione e ha portato il pacchetto con sé alla cena di fine anno.

Eravamo ventuno attorno allo stesso grande tavolo, un record! Alla fine della cena, ognuno di noi ha estratto a sorte e fatto suo il libro di un altro, leggendo ad alta voce le parole di dedica, tra le risate e la commozione degli abbinamenti casuali, divertenti e affettuosi di questo Natale libresco.

Ecco i nostri libri del cuore 2017, con tanti auguri da tutt* noi!

(altre recensioni stanno arrivando, post in aggiornamento!)

GLI AUGURI DI GIULIA

Helena Janeczek, La ragazza con la LeicaGuanda

La Ragazza con la Leica è un libro che ho appena finito di leggere. Non ho ancora la giusta distanza emotiva, dunque, per una sua valutazione “oggettiva” ma, ora come ora, direi che è un libro incredibile. Userei l’aggettivo “totale” perché contiene tutti i valori in cui credo e li mette alla prova: l’antinazismo/antifascismo, l’amore per la libertà, un sano rapporto tra donne e uomini, la fotografia (sì, per me è un valore!), l’amore e l’amicizia. Un libro sulle storie che determinano la Storia attraverso uno stile narrativo appassionante. Un inno, infine, alla sacralità del “punto di vista”.

GLI AUGURI DI ILARIA

Autore sconosciuto, Laxdaela SagaIperborea

Prendete cent’anni di solitudine e trasferitelo in Islanda, nel medioevo, dove il clan Laxàrdalr è guidato da donne forti, appassionate, combattive. Una saga familiare ricca di emozioni senza tempo.

GLI AUGURI DI SILVIA G.

Kent Haruf, Canto della pianura, NN editore

“Canto della pianura” è il secondo libro di una trilogia. Ma che sia una trilogia e che sia il secondo volume non ha alcuna importanza. Nel romanzo, ambientato in una cittadina di un’america profonda e periferica, irriconoscibile perché inventata, ma più vera del vero, si intrecciano vite apparentemente insignificanti di personaggi la cui esistenza potrebbe non lasciare traccia nel mondo.

Eppure da queste vite, nella loro banalità, descritta con dettagli talmente puntuali e vivaci da restituire al lettore ogni istante del loro svolgersi, ogni sensazione, ogni particolare della loro quotidianità, si dispiega miracolosamente un affresco luminoso.

È un libro che apparentemente non parla di nulla e invece parla dell’Umanità e riesce a rappresentare in modo sorprendente la consolante bellezza che può esistere negli esseri umani.

GLI AUGURI DI SARA

Han Byung-Chul, Nello sciame. Visioni del digitaleNottetempo

Oh no! L’ennesimo saggio! Si, ma come tutte le opere di Han, è un saggio snello, stampato con caratteri grandi e margini ampi.

Quello che descrive Han non è un futuro distopico ma la condizione della società digitale contemporanea. Le masse lasciano il posto a stenti sciami, la libertà genera costrizione e (auto)sfruttamento, la solitudine contraddistingue la forma sociale odierna, la conoscenza si configura come un mero processo additivo e l’eccesso di positività pervade ogni esperienza.

E’ la società della prestazione e della trasparenza che, sempre più, sembra assumere le sembianze di un panottico digitale orientato al controllo psicopolitico. Psicopolitico è infatti il suo l’ultimo libro, assolutamente da leggere non appena finito questo. Uno scenario, insomma, dove non sembrano esserci soluzioni ma che appare terribilmente reale e credibile.

GLI AUGURI DI MARIA

Massimo Zamboni, Nessuna voce dentro. Un’estate a Berlino Ovest, Einaudi

Massimo Zamboni è stato il chitarrista dei CCCP – Fedeli alla linea. Io il primo disco che ho visto dei CCCP (1964-1985 Affinità e Divergenze fra il Compagno Togliatti e noi. Del conseguimento della maggiore età) me lo ricordo così come nella foto ma forse mi sbaglio. Siccome sono più vecchia di quasi tutti voi ma non così vecchia, non era l’anno di uscita ma mi sembrò, comunque, una cosa incredibile.

Poi li ascoltai e trovai incredibile non solo il loro modo di suonare che era punk, ma allora praticamente non lo sapevo, ma quel tratto melodico mai ascoltato e tutte le cose che c’erano dentro, quello che oggi chiamerei immaginario.

Poi li vidi in foto e pensai che non era il caso di mostrarli a mio padre.

Ricordo la persona che quel disco lo aveva comprato che non vedo da ventisette anni e chi sa che fine avrà fatto.

Queste sono le ragioni affettive per cui ho voluto condividere questo libro.

Forse non è il più bello che ho letto quest’anno ma è una storia che ha come fine un inizio importante e questo mi sembra un elemento di valore: Massimo ha 24 anni e suona la chitarra ma non ha alcun progetto definito, lo troverà in un incontro.

Di fatto è un racconto autobiografico ben scritto, snello, intenso, elettrico a tratti, come narrato in tempo reale da quel giovane di Reggio Emilia che nel 1981 partì per Berlino.

Trama essenziale, molte riflessioni,  occasionale ironia. Tanta musica ma senza vezzi, nonostante la stessa Berlino fosse in quegli anni di  David Bowie, di Brian Eno e di Lou Reed.

C’è tanto Tondelli dentro. C’è molto sentimento dei primi anni ottanta, di tante possibilità casuali fuori dalle nefandezze della dance e prima delle numerose tragedie che hanno attraversato quella generazione.  Sprigiona violenza e dolcezza e una solida fragilità, perché i gruppi sono entità fragili  e vanno trattati con cura.

GLI AUGURI DI STEFANIE

Anaïs Vaugelade, Una zuppa di Sasso, Babalibri

Una storia sorprendente per bambini e grandi…Un ospite imprevisto riesce a riunire tutti con un solo sasso! Sono proprio curiosa di vedere cosa riusciremo ad imparare da questo ospite fuori dalle righe…

GLI AUGURI DI LORENZA

John Steinbeck, Furore, Bompiani

Quest’anno ho letto tanti libri belli ma questo è forse il libro più importante che leggo da diversi anni.
Furore è un concentrato di umanità da cui è difficile sottrarsi. Le storie dei personaggi raccontati in questo romanzo, che parla di povertà e di migrazione ma anche di speranza e di legami, sembrano quelle degli sbarchi e dei campi profughi dei giorni nostri. Sembrano quelle della paura dello straniero che viviamo quotidianamente e che Steinbeck scriveva nel 1939 così: “ti odiano perché si spaventano. Sanno che quando uno ha fame, la roba da mangiare se la piglia a tutti i costi. Sanno che lasciare quella terra incolta è una bestemmia e che qualcuno finirà per pigliarsela”.
In tante pagine del libro si trovano fotografie del mondo che viviamo e spesso sono fotografie atroci che non si scordano facilmente, come le immagini dei migranti dei barconi stipati, della solitudine e della determinazione nella ricerca della dignità.
Furore è un libro importante e necessario in questo momento storico. Da leggere assolutamente!

GLI AUGURI DI LIVIA

Mohsin Hamid, Exit westEinaudi

Exit west, nuova uscita del 2017, e’ innanzi tutto una storia d’amore. Due persone che si incontrano si avvicinano e cominciano insieme un viaggio. Solo che il viaggio e’ il viaggio della vita: la fuga da un paese in guerra verso l’Europa. E’ così che questo romanzo ci fa entrare da una porta diversa nel tema di oggi: quello delle grandi migrazioni.

I protagonisti si muovono attraverso i luoghi che siamo più abituati a vedere nei reportage giornalistici : i campi profughi, le isole greche diventate luogo di raccolta dei migranti, per poi approdare nel nord Europa.

L’elemento spiazzante del romanzo e’ una nota di “magico” di “surreale”, che non svelo, che si mescola all’attualità’ di questo tema. All’inizio si rimane un po’ interdetti ma poi fantastico e realismo si mescolano con così naturalità nella trama che non si nota più differenza.

Spero di avervi incuriosito. Di solito scelgo i miei libri in libreria seguendo l’ispirazione. Questo l’ho trovato bello e pronto in casa comprato da Michele.

GLI AUGURI DI MARGAUX

John Niven, A volte ritorno, Einaudi

J.C.  è tornato ed è una rock star! Dio ritorna dalle vacanze e ritrova la terra in pieno caos e un figlio trentenne distratto e un pò freak a farsi le canne con Jimmy Hendrix. Che ne è stato del suo unico vero comandamento “Fate i bravi”? JC viene rimandato sulla terra e, mettendo su una band e usando i nuovi mezzi di comunicazione, cerca di sistemare le cose.

Libro leggero, che fa ridere e riflettere, a tratti commovente.

GLI AUGURI DI CHIARA M.

Gregory David Roberts, ShantaramNeri Pozza Editore

Un romanzo d’avventura, scritto con una prosa a tratti poetica, che tiene il lettore incollato alla vicenda, accompagnandolo da un carcere di massima sicurezza australiano agli slum, ai bordelli e alle prigioni di Bombay, fino ad arrivare alle montagne dell’Afghanistan.

Ci si affeziona non solo al protagonista, ma anche ai personaggi secondari, che, con le loro sfaccettature, impreziosiscono questo racconto.

Se non siete mai stati in India, dopo aver finito questo libro vi sembrerà di averla visitata da cima a fondo.

La trama è estremamente avvincente e la consapevolezza che si tratta anche di una storia ispirata alla vita dell’autore la rende ancora più elettrizzante.

GLI AUGURI DI MARGHERITA

Liv Strömquist, Il frutto della conoscenzaFandango Libri

Incappata per puro caso nel libro, mi sono subito innamorata dell’autrice: l’attivista, fumettista, femminista e speaker radiofonica Liv Strömquist. Difficile essere più ganze di così. Il frutto della conoscenza è un racconto a fumetti che prende di petto le culture che hanno dominato la rappresentazione del (e purtroppo l’azione su) l’organo sessuale femminile nella storia dell’umanità. Da Sant’Agostino a Sartre, passando per Mr. Kellogg, l’irriverente rassegna dell’autrice non risparmia niente e nessuno ed è una miniera di episodi misconosciuti, oltre che un’esplorazione, insieme politica ed intima, del rapporto delle donne con il proprio corpo.

È profondo, istruttivo e documentatissimo, buffo, capace di riempirti di rabbia e subito dopo farti scoppiare in una risata liberatoria. Lo consiglio senza esitare a chi non legge fumetti o saggi, così come a chi mai e poi mai penserebbe di leggerne uno su questo tema. E sebbene sappia che è del tutto superfluo dirlo, confermo che è consigliatissimo anche a chi non è dotato di vulva.

GLI AUGURI DI ELENA A. E IRENE

José Saramago, CecitàFeltrinelli

Raccontato da Elena A.

Un libro che non rispetta lo spirito natalizio, anzi!

Una popolazione, non ben definita nel tempo e nello spazio, viene colpita improvvisamente da una terribile epidemia: si diffonde l’incapacità di vedere. L’assenza di regole, la disperazione e la paura riducono gli uomini a vivere secondo i loro istinti più bestiali e violenti.

Attraverso l’intrigante metafora della cecità, Saramago disegna uno scenario denso di egoismo, crudeltà, indifferenza e sadismo e provoca il lettore a confrontarsi con questa rappresentazione della natura umana.

Ma chissà che non si intraveda uno spiraglio di luce…

Raccontato da Irene

Un romanzo crudo che racconta della brutalità del genere umano che, colpito da un’improvvisa perdita generale della vista, cade in una situazione di caos e di rottura delle basilari norme che regolano la convivenza sociale. Uno scenario drammatico che vede i personaggi competere per la sopravvivenza, ricorrendo a strategie istintive e di sopraffazione.

Un romanzo coinvolgente e che lascia poche speranze, in cui la bellezza si insinua con maggiore forza nei pochi, piccoli e semplici gesti che diventano momento di sollievo anche per chi legge.

Il consueto stile di Saramago senza utilizzo di punteggiatura risulta, in questo caso, ancor più azzeccato: il lettore è, come i personaggi della storia, cieco, senza i consueti punti di riferimento che gli permettono di orientarsi nel testo e di dare forma e colore alle parole.   

GLI AUGURI DI MONICA

James Hillman, Il Codice dell’AnimaAdelphi

L’immagine chiave è la ghianda, o meglio “la quercità della ghianda”: il potenziale di ogni essere, un’unicità che chiede insistentemente di essere vissuta, e che è già presente prima di poter essere vissuta.

Una teoria, una visione che chiama in causa il mondo degli antichi miti e che spesso ribalta l’usuale visione dell’ordinario e dell’eccezionale; che apre la strada alla lettura delle biografie dei grandi alla ricerca di indizi di quercità, quando ancora erano ghiande.

GLI AUGURI DI FRANCESCO

Seth Grahame-Smith, Orgoglio e Pregiudizio e zombieEd. Nord

Mark Twain disse “Un classico è un libro che tutti lodano ma che nessuno legge”.

Questa convinzione deve aver animato anche Seth Grahame-Smith nell’ambizioso e visionario progetto di far rivivere il classico di Jane Austen grazie ad un elemento narrativo dei più contemporanei: gli zombie.

Quest’opera ne contiene due, in effetti. Un romanzo dal sapore di salotti vittoriani – classico per antonomasia – e un racconto in stile horror-distopico in cui la minaccia zombie terrorizza il Regno Unito.

Riusciranno le sorelle Bennet a mettere fine alle loro peripezie con un matrimonio rispettabile? Di sicuro per farlo Elizabeth e le altre dovranno essere coraggiose, sfuggire alle mille insidie delle cene di gala, destreggiarsi in combattimenti di arti marziali all’ultimo sangue e mozzare tante teste.

Oltre ad intrattenervi per qualche serata, questo libro ha l’indiscutibile vantaggio di darvi l’autorizzazione di parlare del grande classico della letteratura inglese, ma senza esservi veramente dovuti sorbire la lettura di un libro scritto più di 200 anni fa.  (Come, per altro, sta facendo chi scrive questa recensione.)

GLI AUGURI DI INGRID

John Fante, Full of Life, Einaudi

Cominciare da questo libro per chi non ha mai letto John Fante, è come immergersi senza filtri nella vita dello scrittore. Sebbene in ogni romanzo o racconto di Fante, in maniera più o meno grottesca e iperbolica si ripercorrano le tappe fondamentali della sua crescita dall’adolescenza all’età adulta, in Full of Life l’autobiografia è fedele e lo stile non risente della abituale urgenza con cui Fante si trovava a dover pubblicare. Full of life è la vita piena di gioie e difficoltà quotidiane, di paure di chi si prepara a diventare genitore, di relazioni umane forti e contraddittorie.

GLI AUGURI DI ANTONELLA

Lisa Genova, PerdersiPiemme

Alice ha 50 anni, un matrimonio felice, viaggia, studia, si occupa dei figli e trova anche il tempo di fare jogging. All’improvviso però tutto cambia. All’inizio sono solo piccole dimenticanze e poi un giorno, dopo il giro di jogging quotidiano, Alice si trova in una piazza che è sicura di conoscere ma che non sa dove si trovi. Si è persa a pochi metri da casa. Qui comincia il suo viaggio tra le corsie d’ospedale a caccia del male che sta cancellando i suoi ricordi. Quando le viene diagnosticato l’ Alzheimer precoce, tutto ciò in cui Alice ha sempre creduto pare sgretolarsi, il mondo intorno a lei sembra sfuggirle ogni giorno di più. Insieme alla famiglia dovrà affrontare il dolore, la perdita, saranno costretti a stabilire un nuovo equilibrio ed accettare nuovi ruoli. Non una storia facile ma l’occasione per soffermarci a pensare alle cose che sono davvero importanti…alle cose, alle persone e ai sentimenti che troppo spesso diamo per scontati. E se domani tutto diventasse “meno chiaro?”. Un libro che fa riflettere perché a “perdersi” in questa malattia non è soltanto chi ne è direttamente colpito ma anche chi vi assiste, giorno dopo giorno, impotente. L’Alzheimer ti porta via tutto, ma come dice la protagonista: “se non ricordo non significa che non sia stato”.

GLI AUGURI DI ELENA B.

Nicola Lecca, I colori dopo il biancoMondadori

Silke, la protagonista del libro, è una giovane austriaca che appartiene ad una famiglia ricca e borghese, dove regole severe e apparenze soffocano sentimenti e fantasie. Nella sua vita agiata si sente protetta e sicura, ma non si riconosce in essa.

Un giorno qualcosa cambia: il meccanismo perfetto si rompe e per una serie di sfortunati eventi la ragazza fugge dalle sue montagne, dal grigio, dal freddo e dall’austerità di Innsbruck per trasferirsi a Marsiglia.

Si ritrova catapultata in una realtà completamente nuova, nella quale il mare, il caos, l’allegria ed i colori regnano. Sarà proprio questa diversità a farle trovare se stessa e la felicità tanto anelata.

Questo romanzo si presenta come una fiaba moderna, aperto alla speranza, il cui messaggio – trasmesso con uno stile semplice e intimo – celebra le infinite sfumature della vita e fa capire che solamente ognuno di noi è l’artefice della propria felicità. Come afferma la stessa Silke: “Il destino non esiste. Non c’è. E’ un’invenzione. Il destino sei tu. E’ ciò che vuoi: ciò che desideri.”

GLI AUGURI DI CRISTIAN

John Steinbeck, La battagliaBompiani

Philipp Meyer, Ruggine AmericanaEinaudi

C’è un “prima” e un “dopo”. Ci sono due narratori di quello stesso paese che per lungo tempo ha rappresentato il modello a cui tutto l’Occidente ha guardato, incarnando sogni, miti e speranze. Una nazione che ad un certo punto ha creduto di leggere negli avvenimenti della Storia la conferma del proprio indiscutibile primato.

Il “prima” è una storia di lavoro, sfruttamento, rivendicazioni fallite. Sono gli anni del New Deal roosveltiano, il paese vive uno dei suoi periodi di maggior prosperità. Eppure sotto le molte luci che lo distinguono dai regimi totalitari dell’epoca, rimangono le ombre dello sfruttamento, dello strapotere dei proprietari terrieri, delle violenze contro i “rossi” che tentano di sindacalizzare i lavoratori per non lasciarli soli con se stessi.

Il “dopo” è una storia di desolazione umana, miseria e solitudine. Sono i primi anni del nuovo millennio; l’infrangersi di quel “sogno” ha lasciato dietro di sé solo fantasmi: quelli delle fabbriche abbandonate che costellano le città; quelli degli uomini e delle donne rimasti intrappolati in territori “arrugginiti”, con le loro speranze infrante, in un mare di odio, violenza e profonda solitudine; quella stessa che un tempo – con altro nome – sembrava essere il presupposto del successo.

Nel mezzo alle due storie gli uomini, il lavoro, i territori che fanno da scenario alle loro vite. E un grande assente: la dimensione collettiva, che nella prima storia viene spezzata sul nascere e nella seconda fa sentire tutta la sua mancanza. Alla fine l’interrogativo è proprio questo: si può davvero (uomini e nazioni) “costruire un sogno” in solitudine?

GLI AUGURI DI CHIARA D. 

Jon Krakauer, Nelle terre estreme, Corbaccio

Silenzio.

In lontananza l’opera della natura.

Fuggire o restare.

Che poi, di fronte a sé stessi, è la stessa cosa.

GLI AUGURI DI ANDREA

Gabriel García Márquez, Dodici racconti raminghi, Mondadori

I racconti raminghi parlano di strani pellegrinaggi fatti da gente che, per un motivo o per l’altro, è rimasta incastrata in situazioni lontane dalle proprie aspettative e che vive echi di passati splendidi in presenti di merda. Il pendolo della narrazione oscilla tra il tormento e la spensieratezza, come modalità predefinite del nostro essere uomini e donne. Nel mezzo si vivono per osmosi lampi di gioia, pomeriggi col sole, la testa che gira dopo una cena fra amici e girate in motorino. Il libro mi è rimasto impresso, perché attraverso una scrittura semplice si evocano paesaggi dell’anima veramente annodati. In questa raccolta si prende la malinconia come punto di partenza e di arrivo, e la si ricopre con uno strato di eleganza e dignità che la rendono invidiabile. Si finisce per percepire una sorta di monito a non lasciarsi per vinti perché il nostro percorso è tutto tranne che lineare, perché vagando il mondo in cerca di situazioni strambe ci aggiungiamo alla fila infinita di personaggi che raccontano sé stessi agli altri, in città dalla parte opposta dell’oceano, anni dopo quel qualcosa che lì per lì non ci sembrava così straordinario.

GLI AUGURI DI SILVIA T.

A cura di Paolo Nori, Repertorio dei matti della città di Livorno, Marcos Y Marcos

Il “Repertorio dei matti della città di Livorno” è un racconto corale composto di micro-racconti, ritratti, lampi, sguardi lunghi e sguardi storti. Frutto del laboratorio di scrittura della “Scuola Carver” di Livorno, questo libro si unisce ai repertori delle storie di matti di tante altre città: da Milano a Genova, da Roma a Bologna. Vi consiglio i repertori di storie e anime di tutti i matti delle città citate, ma in particolare vi consiglio la raccolta di Livorno che è la città a me più vicina e che ho sentito forte intorno a me, man mano che le storie prendevano vita e diventavano persone in carne ed ossa, occhi che mi capita di incrociare per le strade, voci e miti che con una parola chiave appartengono a una qualche memoria collettiva di una storia laterale che scorre sotto pelle. Il “Repertorio dei matti” vi racconterà frammenti di sogni e ossessioni, compulsioni e manie, desideri iracondi e lievi, tocchi di vita scanzonati e ruvidi, sempre pieni della poesia improvvisa di una realtà che tutti noi riusciamo a vedere nelle pieghe della quotidianità. Il “repertorio” è un viaggio a volte bruciante di una battuta, una constatazione che ti stende con le spalle al muro, un sorriso dolce e aspro, un incredibile ribaltamento dell’esistenza. Il libro è anche un viaggio nei luoghi di Livorno, una mappa di anime e sensi, e lo consiglio caldamente a chi deve ancora conoscere gli angoli e le voci di questa città, soprattutto quelle improvvise che coprono l’ampio spettro dei “Ma vai in culo!” come quello dei “Mi sembra di parlà coi muri”.
P.s. Questo libro ha la predisposizione al viaggio, per cui, se siete in  movimento, entra di soppiatto nella vostra borsa.
P.p.s Questo libro dà una nuova voce a tanti matti e matte entrati nel cuore di tutti e di cui ancora capita di sentir parlare mentre andate, camminate, lavorate.

GLI AUGURI DI FABRIZIO

S. Sontag, Sulla fotografia. Realtà e immagine nella nostra società, Einaudi.

Dal momento in cui lo smartphone è entrato nelle nostre vite, non passa giorno in cui per divertimento, lavoro, curiosità o narcisismo non lo usiamo per scattare foto.
Un atto quasi automatico attraverso il quale collezioniamo frammenti di realtà, con l’illusione di poter raccontare il mondo, senza chiederci che cosa in fondo rappresentino questi “strani oggetti”.
“Sulla fotografia” di Susan Sontag è l’immancabile bussola per orientarci nella complessità di questi universi visivi; la guida per muoversi all’interno di questa fitta rete di significati nei quali ci troviamo quotidianamente impigliati.

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