Dal Brasile tracce di partecipazione

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Dalla nostra blogger in trasferta Brasiliana!

Senza nemmeno essermele ancora andate a cercare sul serio, ho già incontrato sulla mia strada molte tracce dello spirito partecipativo che sembra così presente nella società brasiliana. Di spirito partecipativo è permeata la Costituzione del 1988  che in numerosi articoli fa riferimento alla partecipazione dei cittadini all’amministrazione pubblica tramite organismi di monitoraggio e controllo, alla partecipazione della popolazione alla formulazione delle politiche (in particolare gli interventi di contrasto alla povertà e le politiche sociali e sanitarie) e alla partecipazione dei lavoratori ai risultati economici dell’ impresa e addirittura, in alcuni casi, alla gestione.

Ma l’attitudine partecipativa sembra avere radici ben più lontane e pare davvero interiorizzata nella società brasiliana e nelle sue organizzazioni. Ne ho trovato traccia nella storia del più antico ed elegante caffè di Rio de Janeiro, la “Confetaria Colombo” che – vuole la leggenda – ai primi del’900 ha costruito il suo successo grazie alla lungimiranza del suo fondatore, il quale ben comprendendo l’importanza della qualità del servizio per i clienti, che ricercavano nel locale la cura e le attenzioni dei bistrot europei, trovò il modo migliore per “fidelizzare” i suoi dipendenti e ottenere il massimo di qualità nel servizio: coinvolgere “a sua brigada”  in prima persona nella gestione dell”impresa a cominciare dalla redistribuzione trai lavoratori di una parte degli utili.

Nello stesso spirito, oggi  all’Università è considerato fondamentale che gli studenti prendano parte alle attività accademiche non solo tramite gli organismi di rappresentanza che abbiamo anche noi, ma anche mettendo a disposizione della propria comunità (interna ed esterna all’Università  le conoscenze acquisite: alla facoltà di diritto ad esempio gli studenti degli ultimi anni sono tenuti a organizzare, con la supervisione dei docenti, seminari di approfondimento per gli studenti dei primi anni; mentre neolaureati e dottorandi devono fare un certo numero di ore presso uno sportello di consulenza giuridica che l’Università offre gratuitamente a chi è coinvolto in piccoli contenziosi legali e non può permettersi un avvocato.

Il concetto di “comunità” ( la “comunidade” ripetutamente citata nella costituzione) – rispetto alla quale si riceve e si dà – sia esso il proprio quartiere, la propria scuola o l’impresa in cui si lavora, è incredibilmente radicato e mi pare si rifletta in modo evidente nell’organizzazione della vita pubblica.

Silvia Givone

@silgiv

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